Corso di Teologia di base sul «Il Concilio» – Tutte le lezioni

Si è conclusa in dicembre la prima sessione del Corso di teologia di base organizzato dall’Unità pastorale 57 sul tema: «Estrarre dal tesoro cose nuove e cose antiche. Il Concilio Vaticano II: 50 anni dopo». La notevole affluenza di intervenuti, in linea con gli anni passati, conferma la bontà e l’esigenza dell’iniziativa, sia per le tematiche affrontate, sia per l’impostazione generale della proposta. Sede degli incontri, il Teatro Elios della parrocchia di Santena.

Il prof. don Francesco Saverio Venuto, docente di Storia della Chiesa presso la Facoltà teologica di Torino, ha tenuto il primo incontro di introduzione storica sulla genesi e la storia del Vaticano II. Per scaricare la registrazione del suo intervento, clicca qui (45MB).

Quindi è toccato a don Luca Peyròn, direttore dell’Ufficio diocesano di Torino per la pastorale degli universitari, che ha tenuto due incontri sulla costituzione conciliare sulla natura della Chiesa Lumen gentium. Per scaricare la registrazione del suo primo intervento, clicca qui (45MB). Per scaricare il secondo, invece, clicca qui (45MB).

Il quarto ed ultimo incontro è poi stato tenuto da don Francesco Decio, collaboratore della pastorale universitaria della diocesi di Torino e docente nei licei. Il suo intervento è stato una lettura e commento della costituzione conciliare sulla liturgia Sacrosanctum Concilium. Per scaricare la registrazione del suo intervento, clicca qui (55MB).

Nella seconda sessione del corso, che si è tenuta nei lunedì di gennaio, dal 7 al 28, sono stati analizzate le rimanenti due costituzioni conciliari: quella sulla Chiesa nel mondo, ovvero la Gaudium et spes, e quella sulla Divina Rivelazione, ovvero la Dei Verbum, entrambe promulgate nel 1965.

Ad affrontare le tematiche legate alla Gaudium et spes è stato il prof. don Roberto Carelli, salesiano, docente presso la sezione torinese della Pontificia Università Salesiana. I suoi due interventi, che evidentemente hanno fatto perno sulle questioni fondamentali presentate dalla costituzione conciliare, ancora una volta hanno portato il discorso a soffermarsi sul dettato del testo, al di là delle interpretazioni che di esso possono essere date. Troppo spesso, a proposito del Concilio, dentro e fuori la Chiesa si è cercato di piegarne il contenuto a forme preconcette. Il Vaticano II ha certo rinnovato lo “stare” della Chiesa nel mondo, ma senza cambiarne l’identità, semmai piuttosto richiamandola, ribadendola, rinnovandola. La Chiesa è e rimane nel mondo, ma senza essere del mondo – come Gesù stesso si esprime nel Vangelo.  Il Concilio non ha indicazioni “pastorali” da intendersi come ricette da applicare a quanto gli accadimenti umani presentano. Non potrebbe mai avere una pretesa del genere: ogni ricetta è vecchia dopo assai poco, dal momento in cui è elaborata. Il Concilio ribadisce qual è lo stare della Chiesa nel mondo: un reciproco ascolto. Del bene verrà solo se la Chiesa saprà ascoltare il mondo, per coglierne le esigenze e offrirgli tentativi di risposta, nella sequela di Cristo; e del bene verrà se il mondo saprà ascoltare la Chiesa, che è custode della verità rivelata da Dio in Cristo e affidata alla Chiesa stessa. Per scaricare gli interventi, Gaudium Et Spes (60MB) e Chisa Nel Mondo (65MB)

La professoressa Monica Quirico, docente di Teologia Fondamentale alla Facoltà teologica di Torino, analizzando la costituzione Dei Verbum, ha mostrato come il Vaticano II invita a tornare sulla Rivelazione di Dio all’umanità come fonte per l’autentica riappropriazione della propria identità di uomini e donne. Dio consegna al mondo se stesso affinché l’uomo e il creato ritrovino in lui la loro identità propria. Ecco allora l’importanza della Parola di Dio contenuta nella Scrittura come alimento per la vita di ogni battezzato e dell’umanità intera: alimento di verità e di giustizia, senza la quale non rimane che la fiera delle opinioni. Ricordando che la lettura della Bibbia è un’opera “comunitaria”, sotto l’azione dello Spirito Santo, e non un esercizio intellettuale di conoscenza.
Per scaricare i due interventi, 1 clicca qui (65MB), 2 clicca qui (55MB)

A conclusione del Corso, dunque, si può affermare che la Chiesa valorizzerà il dono ricevuto dal Concilio se saprà esservi fedele, autenticamente. E questa fedeltà comporta non lo scioglimento delle verità di fede nelle istanze del mondo, ma l’elevazione di queste ultime verso la loro realizzazione piena: il conformarle a Cristo, via verità e vita per ogni realtà temporale. È questa la logica dell’Incarnazione: Dio che si fa uomo per elevare l’uomo alla realtà divina. Nessun’altro tentativo, da parte dell’uomo, di raggiungere Dio, può essere capace di penetrarvi fino in fondo. Anzi: corre il rischio di divizzare le idee, le maggioranze, le storture dell’umanità in ricerca, anche se con le migliori intenzioni.

La risonanza del corso è stata notevole, se addirittura se ne è parlato su altri organi di informazione. Sono stati pubblicati sul sito rossosantena.it ben due articoli: il primo il giorno 4 novembre 2012; il secondo il giorno 22 novembre 2012. Commenti e riflessioni possono essere confrontati con gli interventi dei relatori, alla ricerca della fedeltà al dettato conciliare, che da cinquant’anni suscita interesse e dibattito.

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